Con la deliberazione n. 103/2026/PAR del 18 marzo 2026, la Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per la Lombardia – è intervenuta su una questione che ha a lungo alimentato incertezze interpretative nella prassi amministrativa: il trattamento dell’IRAP in relazione agli incentivi per le funzioni tecniche previsti dall’art. 45 del D.Lgs. 36/2023. Il parere, adottato in risposta a un quesito formulato da un Comune lombardo, si inserisce in un orientamento già tracciato da MIT e Commissione Arconet e lo consolida in modo definitivo.

L’IRAP è fuori dal tetto del 2%

Le risorse destinate agli incentivi per le funzioni tecniche devono essere considerate al netto dell’IRAP: l’imposta non rientra nel limite del 2% previsto dall’art. 45 del Codice Appalti e non può incidere, nemmeno indirettamente, sulle somme destinate al personale. La motivazione è fondata sulla natura stessa del tributo: l’IRAP è un onere proprio dell’amministrazione, non del dipendente. Includerla nel fondo incentivi significherebbe trasferire l’onere fiscale su un soggetto diverso da quello individuato dalla legge.

Ne conseguono tre indicazioni operative: l’IRAP non può essere imputata né alla quota dell’80% destinata al personale né al restante 20%; non può determinare alcuna riduzione degli incentivi; deve essere prevista tra le voci di costo dell’intervento (art. 5, all. I.7, punto 18) sin dalla fase di programmazione.

La soluzione contabile: il giro contabile

Sul piano della contabilizzazione, la Corte richiama il meccanismo del “giro contabile”, già indicato dalla Commissione Arconet nella riunione del 26 novembre 2025. Si tratta di una doppia registrazione che consente di imputare l’onere IRAP nel quadro economico dell’opera, rilevandolo tra le spese correnti per imposte con una corrispondente registrazione in entrata, neutralizzando l’effetto di duplicazione senza alterare gli equilibri di bilancio e senza incidere sulle somme spettanti al personale.

Un chiarimento con ricadute operative

Per gli enti pubblici, la deliberazione si traduce in una maggiore attenzione nella programmazione finanziaria: conoscere e applicare correttamente queste indicazioni non è solo una questione di conformità normativa, ma una condizione necessaria per tutelare i diritti patrimoniali del personale e garantire la correttezza degli equilibri di bilancio.

La soluzione di Evin